Diario di Bordo, 14.04.2021

Aggiorno il diario di bordo con qualche giorno di ritardo rispetto al previsto perché volevo avere chiara la situazione.

Siamo ancora qui. Sembra il titolo di una canzone, purtroppo è la realtà: Marina Lanzarote.

Come nella migliore delle tradizioni di mare, non si può mai dire l’ultima parola finché non si arriva in porto. Nel nostro caso vale anche per la partenza.

La pompa d’iniezione è stata installata, era imprescindibile ripararla e adesso funziona regolarmente. Questa è senza dubbio una buona notizia.

Vi ricordate un mio precedente aggiornamento, nel quale parafrasavo tra visite mediche e check-up al motore? Ecco, dovendo affrontare una navigazione così lunga, e con l’esperienza dei precedenti tentativi (e dei relativi problemi tecnici avuti), ho deciso che forse quella famosa risonanza magnetica total body era il caso di farla.

A bordo di Jennifer ho molti pezzi di ricambio, alcuni utili, altri essenziali per una navigazione sicura. Tra questi il kit completo di tutte le guarnizioni del motore, incluse quelle di testata.

Un bel controllo approfondito di cilindri, pistoni e fasce mi sembrava il modo migliore per abbassare il livello di ansia generato dai problemi che abbiamo dovuto affrontare finora. E allora vai di smontaggio testa!

Il nostro meccanico è differente, si chiama Mauro ed è sardo.

Tecnico ufficiale Mercury, trovandosi di fronte ad un coacervo di pezzi “made in UK” (il motore del Jennifer è un sobrio contadinotto inglese di nome Thornicroft Layland, a suo agio su camion e trattori, oltre che barche), Mauro ha deciso di ricorrere all’aiuto e all’esperienza di un suo collega canario per affrontare questo Cerbero ferroso. E così, io e J abbiamo conosciuto Gerardo.

Per descrivere Gerardo il meccanico dovrei aprire un capitolo a parte, mi limiterò a dire che (mi avevano fortunatamente avvisato) spesso riesce a risolvere i problemi più ostici con una buona dose di martello. Ma forse avevano avvertito pure lui, sul mio conto, e si è dimostrato quindi abbastanza cauto nel maneggiare gli attrezzi.

Lo smontaggio ha richiesto circa un paio d’ore, nelle quali mi sono spesso domandato se tutte quelle viti, rondelle, dadi e bulloni, avrebbero mai ritrovato la loro giusta posizione, in fase di rimontaggio. Tengo ancora le dita incrociate per questo.

Devo dire che abbiamo proprio fatto bene a dare un’occhiata dentro al cuore della barca.

Cilindri a posto, pistoni e fasce ok, nessun segno di grippaggio. La testa e le valvole però…

Ecco cosa succede quando si decide di fare una bella salamoia di motore marino.

Vi domanderete come sia potuta entrare acqua salata nei cilindri. Siete in buona compagnia, anch’io mi sono fatto la stessa domanda. Alla fine abbiamo trovato la risposta.

Pare che, oltre ai già noti problemi di gasolio annacquato gentilmente offerto dal benzinaio di Puerto de Mogán, ci sia stato un ritorno dallo scarico di poppa. In sostanza e semplificando molto, l’acqua di mare è entrata da dove esce insieme ai gas e ha raggiunto la marmitta, per poi accedere al motore in fase di spegnimento. E lì è rimasta.

Non spaventatevi, con una buona rettifica e la sostituzione delle valvole di scarico, il cuore pulsante di Jennifer tornerà come nuovo!

Valvole di scarico. Ecco, parliamone.

A differenza dei motori nautici fuoribordo, che vengono progettati appositamente per questo scopo, i motori entrobordo possono non essere nati per la nautica. Moltissime barche sono spinte da motori progettati per camion o trattori e poi “marinizzati”. Questo non ne riduce l’affidabilità, anzi spesso proprio il contrario.

Come ho già detto sopra, Jennifer ha un motore derivato da quello utilizzato sui camion e trattori inglesi, esportati un po’ in tutto il mondo. È un motore forte, molto robusto e affidabile.

La nautica è un mondo meraviglioso, così come è meravigliosamente affollato di avvoltoi pronti a spolparti fino all’osso per il solo fatto che sei un “armatore”. Non importa la misura, che tu abbia un guscio da 2mt. o un veliero da 20, tutto quello che ruota intorno alle barche è assurdamente caro.

Si dice che ci sono due modi per fare manutenzione alla barca, o coi soldi o col sudore. O paghi perché ti facciano un lavoro, o ti rimbocchi le maniche e te lo fai da solo. Purtroppo i pezzi di ricambio non te li puoi autocostruire, sei quindi vincolato a quello che offre il mercato. Ed è un mercato per chi ha soldi. O per chi ha spirito d’iniziativa, e un pizzico di fantasia. Siamo italiani, no?!

Venendo quindi alle nostre valvole di scarico, il loro prezzo, presso un rivenditore nautico, è di circa €55 l’una per il motore di Jennifer.

Le stesse valvole, per lo stesso motore, da un rivenditore di pezzi di ricambio per trattori, le trovi a €15 l’una. Una bella differenza!

E così le ho ordinate presso J. Charnley & Sons, fornitore inglese per il settore agricolo con una buona reputazione.

Inviata una mail per verificare la disponibilità dei pezzi, mi hanno risposto entro poche ore e ho confermato l’ordine, poi le valvole sono state affidate a DHL. Adesso attendo fiducioso il loro arrivo, dopodiché il rimontaggio della testa a bordo.

Nel frattempo io e Claudio controlliamo costantemente vele e rigging, per essere pronti appena sentiremo il rassicurante borbottio di scarico dallo specchio di poppa.

Per il momento è tutto, al prossimo aggiornamento.

Massimo Bidetti Leoni

Giornalista, fotoreporter, navigante, libero pensatore. Fiorentino di nascita, affetto da sindrome multipolare, ho una spiccata tendenza misantropa e sono portatore sano di empatia per il mondo animale. Tra l'uomo e il cane, scelgo il secondo. Amo leggere, scrivere e raccontare storie, per immagini e parole. Se non mi trovate sono in mare, sopra o sotto la superficie.

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