Siamo gente di mare, oppure no?

Diciamolo subito, così ci togliamo un peso e andiamo avanti. Io non sono uno skipper.

Non sono neppure un capitano, un comandante, un velista. Non sono un esperto navigante, neppure un romantico pirata 2.0.

Non sono un marinaio, un dispensatore di consigli nautici né un pretenzioso novello Hemingway.

Sono semplicemente una persona che ama il mare, in ogni sua forma ed espressione. Punto.

Detto così forse qualcuno rimarrà deluso, immaginandomi ad affrontare i perigli del sesto continente, saldamente al timone della mia barca che solca le onde come un fendente.

Mi dispiace deludere i miei fans ma la realtà è questa, sono una persona assolutamente comune che ha deciso (purtroppo non più in tenera età) di dedicare la sua vita a questo meraviglioso mondo inesplorato.

Sono stato (e lo sono ancora) giornalista, fotoreporter, istruttore subacqueo. Di questo posso in coscienza esprimere un giudizio e apportare un contributo, ma avere una barca e saper fare due manovre non fa di me un esperto navigante, neppure un marinaio.

Dopo aver lavorato per molti anni nel mondo dell’editoria, alla tenera età di 35 anni ho deciso di cambiare. Si lo so, questa frase l’avete sentita mille di volte, di solito termina con “cambiare vita”. Così non è.

Io non ho cambiato vita (cosa peraltro impossibile, a pensarci bene), ho semplicemente continuato a vivere la mia, seguendo il suo percorso. È la vita che, forse, ha cambiato me.

Sembrano parole rubate a una canzone ma non ricordo né titolo né autore, quindi le prendo in prestito da qualcun altro e mi scuso per utilizzarle a mio uso e consumo.

In realtà le parole non sono di nessuno e son di tutti, solo i pensieri e le idee hanno genitori.

Ok, non divaghiamo, sennò rischio di annoiarvi, se ancora non l’ho fatto.

Passione per il mare l’ho sempre avuta, ma quando la prima volta ho timidamente attraversato il confine con quello sterminato mondo inesplorato, qualcosa ha fatto “click”. È stato amore.

Avevo 23 anni quando ho fatto il mio primo corso subacqueo e da lì in avanti la mia vita ha sempre mantenuto uno stretto legame con il mare.

Devo ringraziare molte persone se ho potuto proseguire, seguendo quella sottile linea immaginaria che mi collegava all’acqua.

Alcune mi hanno aiutato semplicemente capendo qual era la mia strada, altre supportato (anche economicamente) in questo lungo percorso che arriva ad oggi. Tra queste persone sicuramente i miei “maestri” sono stati tra i più importanti.

Claudio Di Manao, che mi ha “creato” divemaster, vedendo forse in me qualcosa che neppure io vedevo all’epoca e che è stato punto di riferimento durante gli anni a Sharm el Sheikh, e Luca Belladonna, che mi ha portato, con la sua enorme esperienza, a superare i limiti e a scoprire il mondo delle immersioni tecniche. Ha gettato un seme che nel terreno fertile della mia passione é diventato albero e ha dato subito i suoi frutti.

A 25 anni ho preso la mia prima patente nautica, senza troppe velleità o aspettative, ma è stato proprio grazie a Luca che ho scoperto, al di sopra della superficie, un altro mondo, che perfettamente si conciliava con quello sotto.

Luca, oltre ad essere un grandissimo esploratore subacqueo e trainer tecnico, è un esperto velista e navigante. Il suo incontro è stato per me risolutivo, in un momento della vita in cui forse ero pronto per una nuova sfida.

Lo devo in parte a lui se adesso ho la mia Jennifer e vivo cullato nel suo caldo abbraccio. Mi ha insegnato, e ancora lo sta facendo, quello che so di nautica e di navigazione (ancora molto poco, a onor del vero).

Quello che mi ha trasmesso, oltre alle semplici nozioni, é la sua esperienza, la sua calma nell’affrontare situazioni complicate, spesso nuove.

Il mare, sopra e sotto, è affollato di esperti da tavolino, di grandi esploratori che non hanno mai realmente navigato, di guru degli abissi con 50 immersioni registrate.

No, il mare è una cosa seria. Al mare non si da del tu, il mare si rispetta e se ne ha timore. Il mare si ama, ce ne dobbiamo prender cura.

Allora eccoci al perché non sono skipper, e tutte quelle cose che ho scritto sopra. Io dal mare ho solo da imparare, e sto seguendo il mio percorso per apprendere ogni giorno qualcosa in più.

Siate benevoli quindi, se all’interno di queste pagine troverete omissioni, dimenticanze, errori; non condannatemi, sono qui (in mare) ad imparare.

Perché vi ho scritto tutto questo? Semplice, perché faccio parte della gente di mare, e a noi piace raccontare storie.

 

Massimo Bidetti Leoni

Giornalista, fotoreporter, navigante, libero pensatore. Fiorentino di nascita, affetto da sindrome multipolare, ho una spiccata tendenza misantropa e sono portatore sano di empatia per il mondo animale. Tra l'uomo e il cane, scelgo il secondo. Amo leggere, scrivere e raccontare storie, per immagini e parole. Se non mi trovate sono in mare, sopra o sotto la superficie.

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