Huston, abbiamo un problema

Chi pensa che il motore su di una barca a vela serva solo per manovrare in porto si sbaglia di grosso.

Lasciando stare i puristi, che sicuramente diranno il contrario (qualcuno attraccherebbe pure a vela, se non fosse vietato), devo ammettere che l’ausilio del motore, in certe situazioni, oltre che toglierti dagli impicci, è senza dubbio una risorsa preziosa.

Certo, il lieve sciabordio delle onde sullo scafo, l’atmosfera che avvolge il lento navigare sospinti solo dal vento, la pace che genera un passo seguendo i ritmi naturali, sono tutte cose che vengono contaminate dall’invadente rumore del motore a scoppio.

Se però non stai facendo una rilassante escursione sotto costa, ma da un punto A devi raggiungere un punto B, magari in condizioni di vento contrario e con tempi relativamente stretti (non vuoi quindi raddoppiare le miglia bordeggiando), allora farsi dare una mano dal motore lo considero assolutamente opportuno.

Come tutte le cose della vita, anche la vela è inesorabilmente afflitta dalla Legge di Murphy: “se una cosa può andare storta, sicuramente lo farà”.

Perché vi racconto questo? Perché andiamo a vela, chiaro, e la Legge di Murphy la conosciamo tutti bene. In realtà la suddetta legge si applica ad ogni campo delle cose umane, ma per ora limitiamoci alle cose di mare, che sono quelle più attinenti qui.

Come ben sapete Jennifer è una giovane signora di 33 anni (non spaventatevi, non sono pazzo, chiedete in giro a chi frequenta il mare e vi risponderanno tutti che la barca è donna), e se li porta egregiamente, tenuto conto che si è fatta due volte il giro del mondo (chissà quante avventure ha affrontato!); ma come tutte le cose (vale anche le persone) ogni tanto deve fare un controllo dal dottore.

Ebbene, il check-up lo aveva fatto prima di partire ed era tutto a posto. Ma non è che quando vi fare un controllo dal medico quello vi prescrive una risonanza magnetica total body o una rettoscopia, se non ne ravvisa l’esigenza. Si fanno le solite cose di sempre: analisi del sangue, urine, pressione, cuore per gli umani; cambio olio, filtri, cinghie e girante per le barche. Punto.

Problema occulto, mi verrebbe da dire. Sta di fatto che, nel bel mezzo della scampagnata che ci avrebbe dovuto portare diretti dal punto A (Lanzarote) al punto B (Gibilterra), la nostra dolce signora ha deciso che era il momento di farsela quella risonanza magnetica total body, lasciandoci in mezzo al mare cullati dalle onde. Motore spento e non ne vuol saper di ripartire.

Non l’abbiamo presa molto bene, devo ammetterlo.

Aggiornamento: Dopo un’attenta verifica da parte del meccanico, il problema è stato attribuito alla pompa di iniezione.

Massimo Bidetti Leoni

Giornalista, fotoreporter, navigante, libero pensatore. Fiorentino di nascita, affetto da sindrome multipolare, ho una spiccata tendenza misantropa e sono portatore sano di empatia per il mondo animale. Tra l'uomo e il cane, scelgo il secondo. Amo leggere, scrivere e raccontare storie, per immagini e parole. Se non mi trovate sono in mare, sopra o sotto la superficie.

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