Giorno 3, pit-stop a Lanzarote

Passare 36 ore in lavatrice non è una cosa che raccomanderei di cuore, decidiamo quindi di fare sosta a Lanzarote per la notte e riprendere domani: una buona doccia, un pasto caldo e un letto fermo sono quello che ci vuole.

Attraversato il canale che divide Fuerteventura da Lanzarote ormai con le stelle a illuminare l’acqua, ci dirigiamo al Marina Rubicon, il primo porto sulla nostra rotta, nel sud dell’isola.

Sono le 20:00 UTC e non conosciamo i piani del porto, è buio e una luce fissa a terra, proprio verso la nostra prua, ci limita di molto nello scegliere l’approccio.

Ci rendiamo subito conto che l’ingresso non è proprio un’autostrada, e che per entrare dobbiamo poggiare a sinistra per poi virare decisi a dritta.

Con il motore al minimo e un uomo a prua, ci dirigiamo verso il molo transito.

Ormai sono quasi le 21:00, gli uffici del porto sono chiusi e faremo i documenti di ingresso domattina. Per il momento è un sollievo potersi rollare una sigaretta in piedi, senza il rischio di un tuffo nell’Oceano.

Massimo Bidetti Leoni

Giornalista, fotoreporter, navigante, libero pensatore. Fiorentino di nascita, affetto da sindrome multipolare, ho una spiccata tendenza misantropa e sono portatore sano di empatia per il mondo animale. Tra l'uomo e il cane, scelgo il secondo. Amo leggere, scrivere e raccontare storie, per immagini e parole. Se non mi trovate sono in mare, sopra o sotto la superficie.

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