Quando tutto ha avuto inizio

Era il 2017 e, con qualche soldo in tasca, ho deciso che era finalmente il momento di realizzare il mio sogno: comprare una barca a vela e andarci a vivere.

Mi trovavo a Gran Canaria ormai da quattro anni e, dopo aver venduto l’appartamento ereditato dai miei nonni in Italia, mi sono messo a cercare una barca, girando per i vari porti dell’isola.

Quando mi sono imbattuto nel Jennifer, ormeggiata a Puerto de Mogàn, (di barche ne avevo già viste alcune) mi hanno subito affascinato le sue forme classiche e l’atmosfera che i suoi interni in legno mi trasmettevano. Ideale per il mio scopo, non troppo grande ma neppure piccola, un disegno classico (a differenza di altre barche recenti che sembrano tutte uguali) e la sua storia: una barca che aveva già fatto due volte il giro del mondo. Eccola!

Jennifer a Puerto de Mogan, 2017

Jennifer a Puerto de Mogan, 2017

E così, armati di bagagli e tanta buona volontà, io, Alessandra e Maya (all’epoca c’era anche Renato, ma questa è un’altra storia) ci siamo trasferiti a bordo. Dimenticavo, Alessandra è la mia compagna e Maya la nostra fedele quadrupede pelosa.

Certo, una barca di 28 anni (all’epoca) ha bisogno di cure e manutenzione, ma chi pensa che gli anni siano troppi non conosce la realtà del parco nautico che solca i mari del mondo: 30 anni non fanno una barca vecchia, in giro (anche a prezzi esorbitanti) ce ne sono di bellissime che sfiorano e spesso passano agevolmente i 50 anni; tutto sta al proprietario (armatore mi sembra un po’ troppo altisonante).

Jennifer è uno sloop di acciaio (si, le barche possono essere anche di metallo, proprio come le navi) di 37 piedi (poco più di 11 metri fuori tutto) con una linea bassa e slanciata, varato dai cantieri danesi Motiva Yachts nel 1989. Da quel momento ha avuto tre diversi proprietari, io sono il quarto.

Massimo Bidetti Leoni

Giornalista, fotoreporter, navigante, libero pensatore. Fiorentino di nascita, affetto da sindrome multipolare, ho una spiccata tendenza misantropa e sono portatore sano di empatia per il mondo animale. Tra l'uomo e il cane, scelgo il secondo. Amo leggere, scrivere e raccontare storie, per immagini e parole. Se non mi trovate sono in mare, sopra o sotto la superficie.

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