giornalista, fotoreporter, navigante, libero pensatore
 

Il Circo abbandonato

Siete mai stati alle Isole Canarie?

Diventate ormai da anni una delle principali mete turistiche europee, le sette isole spagnole adagiate sull’Atlantico ad ovest delle coste africane, hanno creato la loro fortuna grazie al turismo, sfruttando quello che la natura ha donato loro: il miglior clima nel mondo.

Miliardi di Euro riempiono le casse locali ogni anno. Milioni di turisti arrivano, affollando locali, strade, spiagge e rendendo tutto un enorme caleidoscopio. Poi ripartono, lasciando il posto a nuovi arrivi. Avanti il prossimo, qui c’è posto per tutti!

Le Canarie sono un posto strano, tutto è fatto a misura di turista: enormi residence disseminati sulla costa, migliaia di hotel, ristoranti, locali; un posto dove spiagge per nudisti e spiagge gay si mescolano in perfetta armonia con quelle per famiglie e pensionati. Queste sono le Isole Canarie: una macchina da soldi che macina incassi dodici mesi l’anno grazie ai flussi di viaggiatori. Il resto è contorno.

Il 15 Marzo 2020 tutto è cambiato.

Con il blocco totale di tutte le attività economiche a causa del Covid-19 e il rimpatrio di tutti gli stranieri non residenti presenti sul territorio, le Canarie si sono trasformate, dalla sera alla mattina, nel tendone di un circo abbandonato, dove una pesante cappa di silenzio ha preso il posto dei suoni della vita; come un enorme spazio vuoto, senza più artisti né pubblico.

Strade deserte, case vuote, saracinesche abbassate. Tutto è sospeso, in una bolla senza tempo; una bolla in cui ogni cosa è senza vita, senza colore. Un luogo fatto solo di attesa.

Tornare a vivere, dopo il Coronavirus, qui avrà un significato completamente diverso rispetto al resto d’Europa: se in altre parti, come in Spagna o Italia, la revoca graduale delle restrizioni porterà ad una ripresa della vita, dell’economia e delle abitudini sociali, questo non sarà in caso delle Canarie.

In un luogo dove la normalità è sinonimo di viaggio, vacanza, divertimento, tornare a vivere significherà riempire quelle strade adesso vuote, quelle enormi costruzioni ora tristi cattedrali nel deserto, quelle spiagge affollate, quei locali aperti h24 in cui si mescolano allegria, musica e trasgressioni.

Questo posto si alimenta da fuori, ricevendo la sua linfa dalla vitalità di chi lo visita, e fino a che non si metterà un definitivo punto al capitolo che l’umanità sta vivendo adesso, questi luoghi resteranno in attesa.

Servizio realizzato per Quarantine Dreams.